Vitigno

Dolcetto 100%

Vigneti

Dal vigneto “Puncia d’l Bric”, del Comune di Diano d’Alba, di proprietà dell’azienda per una superficie complessiva di 0,75 ettari. Situato in posizione di media collina (300-320m slm) con esposizione sud-ovest. Terreno di origine miocenico–elveziana, ricco di marne calcaree, di buona permeabilità. Si tratta del “Söri” (vigneto ben esposto al sole) più noto dell’azienda. Nel caratteristico paesaggio della Langa di Diano, la vigna “Puncia d’l bric” occupa un posto particolare per il sole che la predilige e per il terreno ricco di umori fecondi.

Produzione media

42 hl per ettaro.

Vinificazione

Inizio di macerazione in tini di acciaio inox a 30-32°C. con frequenti rimontaggi per ottimizzare l’estrazione polifenolica. La fermentazione prosegue fino ad esaurimento degli zuccheri alla temperatura controllata di 25-26°C.

Affinamento

Al termine della fermentazione malolattica (fine novembre), il Dolcetto di Diano d’Alba effettua un periodo di affinamento in botti grandi di legno per due mesi. Segue una sosta in serbatoi di acciaio inox che precede l’imbottigliamento. Viene messo in commercio dopo un ulteriore affinamento in bottiglia. L’azienda utilizza la bottiglia albeisa da 75cl.

Conservabilità

Sino a 3-4 anni, a seconda delle annate.

Caratteristiche organolettiche

Vino di colore rosso rubino intenso, con riflessi viola. Al naso i profumi di mora e lampone si uniscono ai sentori netti di marmellata di ciliegia nera. In bocca i tannini pieni ed avvolgenti conferiscono sensazioni di volume e rotondità. L’acidità ben in equilibrio con le sensazioni fruttate dona persistenza e sapidità al retrogusto di questo speciale Dolcetto di Diano d’Alba.

Gradazione alcoolica media

14% vol.

Temperatura di servizio consigliata

15-16°C.

Abbinamenti consigliati

Questo Dolcetto di Diano d’Alba trova ottimo accostamento ad antipasti caldi, salumi, primi piatti in genere e in particolare a quelli della cucina tradizionale di Langa (tabarin, agnolotti), verdure, carni non troppo elaborate e formaggi. Ottimo con la “bagna caòda”.